Sottovalutare la merce in dogana: perché è un grave errore

È una pratica più comune di quanto dovrebbe: dichiarare in dogana un valore inferiore a quello reale per pagare meno imposte. Alcuni fornitori cinesi la propongono persino come un 'favore'. Ti spieghiamo perché è un errore che può costarti molto caro.
Oltre alla legalità, vedrai che nella maggior parte dei casi non conviene nemmeno economicamente.
Cos'è la sottovalutazione
Sottovalutare significa dichiarare in dogana un valore della merce inferiore a quello effettivamente pagato, per ridurre la base su cui si calcolano dazio e IVA. In termini legali, è una frode doganale.
Perché alcuni fornitori la propongono
Per il fornitore cinese non ha costo e gli serve come gancio commerciale: 'ti metto un valore basso in fattura e paghi meno imposte'. Il problema è che il rischio non è suo: nell'importazione, chi risponde alla dogana sei tu.
Le conseguenze
- Sanzioni economiche che possono essere diverse volte quanto 'risparmiato'.
- Fermo e ispezione della merce, con i relativi costi e ritardi.
- Possibile confisca della merce.
- Precedenti che fanno controllare con la lente le tue future spedizioni.
Come la dogana la rileva
Le dogane dispongono di banche dati con valori di riferimento per tipo di prodotto e origine. Se dichiari un valore molto al di sotto di quello abituale, scatta l'allarme e possono chiederti di giustificare il prezzo con la fattura reale, le ricevute di pagamento o il contratto. Se non torna, si riliquida e si sanziona.
Inoltre, l'IVA è detraibile
Per un'azienda, sottovalutare ha ancora meno senso: l'IVA all'importazione è detraibile, quindi l'unico vero 'risparmio' sarebbe quello del dazio, a fronte di un enorme rischio legale. Non conviene.
Come ti aiuta R'S WARE
Lavoriamo sempre con il valore reale e la documentazione corretta. Ti calcoliamo le imposte in anticipo affinché tu conosca il tuo costo esatto e lo assuma con tranquillità, senza ricorrere a pratiche che mettono a rischio la tua attività.


